Il ricevimento di nozze tra tradizione e innovazione

Di Michela Capasso

Natale è in genere un periodo ideale per annunciare il fidanzamento ufficiale e quindi cominciare a decidere la data delle nozze e l’organizzazione del ricevimento. E qui molte volte iniziano le perplessità e talvolta anche qualche disappunto tra gli sposi e il resto delle famiglie.

 

Gli sposi sono”, sempre uguale se stesso, mentre i genitori sono comprensibilmente conservativi e tendono più a seguire le tradizioni.
Mediare tra le due esigenze è un must. Non bisogna eccedere né in un senso, né nell’altro. E’ vero, infatti, che non se ne può più del solito ricevimento di nozze con ogni portata servita al tavolo dall’antipasto al caffè, passando – ahimè talvolta ancora – anche per il sorbetto. Ma è pur vero che il picnic sul prato per i nonni non più giovani e per ospiti molto adulti diventa un po’ troppo scomodo e sicuramente poco gradito.
L’innovazione si può trovare, d’accordo con gli sposi, nell’impostazione del ricevimento, nella diversità delle portate, nelle apparecchiature, nella magia delle luci e della musica, nella scelta dei colori e nel creare ogni dettaglio di quell’atmosfera che deve riflettere la personalità degli sposi: sono e devono essere loro i veri protagonisti di quella che sarà la loro indimenticabile festa.

Secondo l’orario della cerimonia, del posto dove si svolgerà il ricevimento, del numero e del tipo di ospiti, più adulti o più giovani, potrà essere più consigliabile poi una soluzione più di altre.
Una cena a buffet con l’aggiunta di qualcosa di etnico o a tema può essere piacevole per evitare le solite cose che si servono in genere. Un angolo di tempura, di cous-cous, di sushi, di curry, di tex mex si possono inserire, purché sapientemente, in un ricevimento che abbia in ogni caso una base classica e sapori tradizionali, gustosi e rassicuranti per chi non gradisce sapori inusuali.

 

Anche nella disposizione dei buffets si deve tener conto di un certo fattore sorpresa che aiuti a superare l’appiattimento dei soliti ricevimenti.

La classica tovaglia di fiandra in questi casi è sorpassata; meglio usare dei materiali nuovi che creino un effetto di fascino e di ricercatezza purché in coerenza con il tipo di pietanze servite.

L’addobbo sui tavoli dovrebbe lasciare ampio spazio alla fantasia: contenitori inusuali di materiale diverso, nastri, corde, candele, rami, peltro se disposti con gusto, facendo attenzione all’armonia e ai valori cromatici, possono dare splendidi risultati.

Nella mia attività ho progettato, pianificato e organizzato molti matrimoni e in ciascuno ho sempre considerato la presenza e le esigenze di membri di diversa età delle famiglie degli sposi, ma anche dei loro ospiti, con gusti ed esigenze disparate. In questi casi si può sicuramente mantenere la tradizione, (in genere voluta dai più grandi d’età) sia nel menu, sia nell’apparecchiatura per la parte centrale del pranzo e diversificare invece al massimo la parte degli aperitivi e quella dei dolci ed eventualmente del successivo intrattenimento, esaltandone il contenuto innovativo.

 

La cosa più importante nell’organizzare un matrimonio è però certamente il saper guidare e consigliare gli sposi con passione e molta dedizione per non deludere le loro aspettative e aiutarli a risolvere le loro inevitabili perplessità e preoccupazioni. Mi capita sempre più di pianificare con i miei clienti i loro matrimoni seguendo attentamente le loro indicazioni, ma anche consigliandoli per la migliore riuscita del ricevimento e accompagnandoli personalmente a fare le loro scelte per le quali il mio suggerimento rimane quello di saper coniugare tradizione e innovazione, realizzando con fantasia un ricevimento con molto fascino e personalità.